Rotellando in Olanda con Giulia Virgara

La partenza per l’Olanda non è iniziata sotto i migliori auspici. Volo all’alba, in altre parole alle 6:20. Arrivo già trafelato e in ritardo a Malpensa; trovo il parcheggio  in cui lasciare l’auto, ma è pienissimo. I posti disabili sono tutti occupati, non mi era mai successo. Finalmente riesco a trovare un posto libero e spazioso in cui scendere con la mia carrozzina ma si trova in fondo al parcheggio, molto in fondo, a Vergiate forse….

Rotello a tutto gas verso il check-in e trovo una folla impressionante che sta per partire. Pare che il mondo abbia deciso di partire oggi; ovvio, è agosto! Sono le 17.50 ed è ormai troppo tardi per partire. Tento di convincere l’assistenza, faccio la faccina triste del povero disabile, ma nulla, il volo è perso. Prenderemo il prossimo aereo che parte alle 18.30.

Arriviamo a Schiphol, l’aeroporto di Amsterdam, che è oramai sera. La nostra destinazione è però Den Haag o l’Aia (in italiano) e per arrivarci c’è un treno diretto che, in meno di trenta minuti, ci porterà in centro. Mi basta poco per comprendere che l’Olanda è a prova di stupido, riesco a capirle persino io, infatti le indicazioni sono talmente ben fatte che tutto appare semplice e nel giro di 15 minuti mi trovo dall’abitacolo dell’aereo a quello del treno senza nemmeno accorgermi. E’bastato dirlo a uno dei signori con il berretto rosso, posizionati in vari punti della stazione. All’arrivo del treno viene posto una rampa e in pochi secondi si sale in carrozza. Saranno gli olandesi ad essere molto sempliciotti oppure siamo noi ad essere complicati? Io credo sia giunto il momento d’iniziare a sgrovigliarci dalle inutili complicazioni in cui ci siamo intrappolati.

Il viaggio in treno verso Den Haag avviene durante il tramonto, le luci sono meravigliose e lentamente, molto lentamente viene notte e si ha tutto il tempo per godersi questo spettacolo i cui il cielo esprime tutta la sua bellezza. Sul treno incontriamo una famiglia multi etnica. Mamma romana, papà scozzese e figli nati in Olanda. Si lamentano del tempo e dei rapporti interpersonali olandesi: «Si fatica a fare delle amicizie e a creare dei rapporti intimi con le persone o per lo meno non come siamo abituati in Italia o in Scozia» – «Noi lavoriamo nella ricerca e non avremmo possibilità di trovare lavoro nei nostri paesi, inoltre il tenore di vita e la copertura sociale olandese sono talmente buoni che sarebbe un’idiozia abbandonare questo paese. I nostri figli è bene che crescono qua. In Italia ci andiamo in vacanza.» Piccoli e importanti incontri, basta poco per fare amicizia e altrettanto per allontanarsi e non vedersi più ma questo è il bello del viaggio. La stazione dell’Aia è accogliente, vetrate e installazioni luminose che ti fanno sentire subito in pace. Basta poco per capire quanto sia deliziosa questa città. E’ venerdì sera e nella piazzetta ci sono moltissimi giovani che fanno festa, da un pub all’altro. Giulia ed io vorremmo mangiare qualcosa ma sono le 22:00, è tardi per loro. E’ tempo di bere oppure di dormire. Rotelliamo verso l’albergo, sono bastate poche ore e già mi sono innamorato di questo luogo.

Dan Haag

Dan Haag dista a trenta minuti di treno dall’aeroporto di Amsterdam. E’ una città di circa 500.000 abitanti, sede del governo dello Stato e residenza della casa reale d’Olanda. Girando per il centro si percepisce immediatamente che è una città internazionale,  infatti qui vivono molti stranieri per lo più impiegati presso organizzazioni internazionali e diplomatiche. La città è sede di tutte le ambasciate straniere presenti nei Paesi Bassi. Nonostante sia una grande città è, come spesso accade nelle città olandesi, a misura d’uomo.

Vi sono molti luoghi in cui passeggiare e rallentare dagli impegni quotidiani. Il Centrum, un intreccio di storia e di modernità, è pieno di piccoli locali in cui godersi una colazione, un aperitivo oppure una cena. Tantissimi posti, uno differente all’altro, ognuno caraterrizato da una forte creatività e dall’utilizzo di materiali naturali o riciclati. Ci sono almeno sei piazze a distanza di pochi minuti l’una dall’altra, in cui gli abitanti si rilassano e passeggiano. Inizio a capire il motivo per cui l’Olanda è tra i paesi più felici e vivibili al mondo, tutto è così tranquillo, pare che non vi siano problemi. Certo il meteo da queste parti non è molto clemente, ma noi la stiamo visitando con un sole splendido e tutto pare ancora  più bello.

La città è pianeggiante, per cui è comodo rotellare per il centro, certo ci sono zone in cui vi sono strade con ciottoli ma nulla di “irrotellabile”. La vera regina d’Olanda è la bicicletta e pertanto la sedia a rotelle è una sua parente prossima quindi molte vie sono accessibili anche per chi rotella. Una delle primissime attrattive di Dan Haag è il Museo Maurishius, originariamente usato come hotel per ospiti illustri.  Il museo ospita una collezione di fama mondiale di dipinti del secolo d’oro olandese, offre una panoramica di quadri olandesi e fiamminghi del 1400-1800, con opere di pittori come Vermeer, Rembrandt, Rubens, Jan Steen, Frans Hals, vi sono più di 800 opere e il quadro più importante e sicuramente più famose è “La ragazza con l’orecchino di perla” di Veermer. Il museo è totalmente accessibile , solamente per andare al secondo piano vi è un sollevatore e non tutte le carrozzine elettriche possono accedervi. Se la carrozzina elettrica è larga più di 78 cm o lunga di più di 150 cm non, non vi è spazio a sufficienza per entrare nel sollevatore.

Finita la visita al Museo Maurishius, ci spostiamo poi a Scheveningen, una delle località balneari più popolari che dista circa 6 km dal centro di Dan Haag. Resto sorpreso dalla quantità incredibile di locali sulla spiaggia, uno più bello dell’altro. A differenze dei nostri stabilimenti balneari in cui tutto ruota intorno al mare e alla spiaggia, qua per via delle condizioni climatiche, vi sono decine e decine di bar posizionati all’aperto in cui è possibile mangiare, bere e rilassarsi godendosi il sole e il mare.Il molo di Schevenigen è un punto panoramico incredibile, totalmente coperto e con all’interno numerosi locali da dove si può ammirare il mare e la spiaggia anche quando il tempo non permette di restare all’aperto. La passeggiata è lunga diversi chilometri e mi piace vedere come gli olandesi si divertano tra addii al nubilato e passeggiate rilassanti tra scultore creative. Pranziamo su una delle terrazze del Gran Hotel Kurhaus, costruito nel 1885, è l’edificio più bello di Scheveningen ed è posizionato proprio sulla spiaggia. Girare tra le sue sale è un’esperienza incredibile, che ti fa sognare di essere un aristocratico d’inzio ‘800.

Le giornate estive in Olanda sono lunghe, possiamo quindi goderci le luci del tramonto al mare e poi fare la stessa cosa mentre ceniamo al Penthouse.  Nonostante sapessi che avremmo cenato al 42° piano e che il ristorante, che si trovava a 135 metri d’altezza – essendo quindi più alto del ristorante che si trova sulla Torre Eiffel – quando l’ascensore panoramico è partito e la città è scomparsa sotto le mie rotelle, ho avuto un brivido. Una volta gestite le mie vertigini, però, mi godo il tramonto e ceno. Grazie Dan Haag per le belle emozioni che mi hai regalato, anche #questaeolanda

Le diversità di Amsterdam

E poi c’è Amsterdam con le sue diversità, con il giorno e la notte, con le luci e le ombre, l’originalità e la sciatteria, il divertimento e la solitudine. Amsterdam è variabile come il suo meteo, un momento è bellissimo e subito dopo c’è una folata improvvisa che porta vento e pioggia, ma poi, così come è andato via, il sole ritorna. Ci sono angoli meravigliosi ed originali, altri invivibili e sporchi. Dall’altra parte si sa, è una città che vive e convive con due modi di fare turismo differenti: quello trasgressivo (canne e sesso) e quello tranquillo e artistico (musei, biciclette, natura). Queste differenze vanno tenute unite ma anche separate, senza che l’una prevarichi sull’altra. Alcune volte questa città ci riesce, altre no.

Noi ci spostiamo leggermente fuori dal caos e rotellando scopriamo un cartello che indica l’entrata di un nuovo locale. Al terzo piano del vecchio edificio di V&D (una vecchia catena olandese di grandi magazzini, ora fallita), attraversando un tunnel anonimo e prendendo un ascensore con dipinti non molto allegri, arriviamo in un bellissimo locale, con una vista mozzafiato e tanta luce. Baut & Dreesmann è un ristorante, una caffetteria e molto altro. Un luogo in cui si mescolano la creatività, la cucina, la storia e la modernità di Amsterdam. Si trovano molti elementi artistici di Pipsqueck Was Here, un duo olandese che utilizzando una vasta gamma di materiali tra i quali la tela, la carta, i neon, il legno riciclato, gli skateboards, ma anche auto, scooter e altro ancora, comunica i pericoli dell’inquinamento, e lo fa attraverso immagini di animali e bambini. A mio parere questo locale rispecchia benissimo l’anima di Amsterdam.

Rotellare per Amsterdam è abbastanza semplice, sono talmente tante le piste ciclabili. La mia sedia rotelle si sente a proprio agio in mezzo alle sue cugine biciclette, si sa le rotelle stanno bene con le altre rotelle, certo bisogna stare attenti perché loro sfrecciano veloci e non stanno molto attente a chi è più lento o distratto. Resto affascinato dai canali dai mille riflessi che rendono Amsterdam allegra e rilassante in ogni momento della giornata. Amo l’acqua, mi mette sempre in pace. Poi ci sono i mercati di fiori, i cui colori ti fanno sentire felice a prescindere dal tuo umore, dove si acquistano decine di bulbi di tulipani, di ogni colore e forma, che poi non cresceranno mai quando li coltiverò  nei miei vasi, ma forse è solo colpa del mio pollice nero. Infine arriva la notte con la sua tranquillità da una parte, le luci soffuse, i canali e le vie romantiche e poi il bordello, vero e proprio, del quartiere a luci rosse. In cui le signorine mostrano in vetrina i loro attrezzi del mestiere mentre intere famiglie passeggiano come se fossero al luna park. Il flusso di famigliole davanti alle vetrine, ha fatto uscire la mia parte bigotta, chiedendomi se è necessario far gironzolare bambini con i lecca-lecca in mano davanti a tette e culi che si sfregano contro delle vetrine; forse sono io ad essere antico, sarà… Sorrido mentre, dall’altra parte del canale, vedo una giovane coppia d’innamorati che si bacia e alle loro spalle c’è un’allegra ragazza che “ammicca” a tutti i passanti. Sono le sfumature dell’amore, di una città e della nostra società. Dove tutto mangia tutto e tutto è il contrario di tutto. Anche l’accessibilità è contraddittoria ad Amsterdam… to be continued in the next post…

Amsterdam for all

L’Olanda è tra i paesi maggiormente accessibili per chi si muove in rotelle, in particolare è ben organizzata a livello di trasporti; si sale sui treni e sui mezzi di trasporto con estrema facilità e si trovano ascensori funzionanti. Ad Amsterdam ci si muove in maniera autonoma, non solo utilizzando i mezzi di trasporto,  ma anche semplicemente vagando per la città, per via di una cultura all’abbattimento delle barriere che va al di là di quelle architettoniche. L’amministrazione comunale della città olandese, nel 2015, ha fatto una campagna di sensibilizzazione per l’abbattimento delle barriere architettoniche donando a tutti gli esercizi commerciali del centro storico una pedana di metallo per abbattere gli scalini d’entrata.

Rotellando per il centro noto decine di negozi che hanno queste pedane, alcune usurate ma la maggior parte ben installate. Se da una parte c’è questa attenzione per la disabilità, dall’altra vi sono poi zone della città che sono totalemnte inaccessibili, per via della morfologia, per i ponti ma soprattutto per un manto stradale vecchio e trascurato, così tra ciottolato e marciapiedi massacrati dal tempo e dalla trascuratezza si fatica a rotellare. Ad un tratto mi chiedo se il progetto di accessibilità sia stato fatto da uno schizofrenico, tanta attenzione in alcune zone e per nulla in altre.

Visito il Museo Rijkmuseum, in cui vi è la più grande collezione di opere fiamminghe e resto affascinato dagli interni e dal parco che lo circonda. Qualche settimana prima della mia partnza, avevo letto che alcuni turisti rotellanti italiani non erano riusciti ad entrare in quanto utilizzavano carrozzine elettriche e scooter. Effettivamente sul sito del museo sono specificate queste esclusioni, e, pur rendendomi conto che le sale sono piccole e che probabilmente delle sedie grandi potrebbero causare dei danni alle opere, penso che sia opportuno avere un atteggiamento di ospitalità che va di là delle regole e che agevolari chi utilizza dei mezzi di movimento non per diletto ma per esigenze personali gravi.

Accessibile e ospitale è invece l’Hotel Casa 400, comodo in quanto è a tre minuti di cammino da Amstel Station. Raramente ho trovato un luogo accessibile, economico e localizzato in una zona ben servita dai mezzi di trasporto utilizzabili per chi si muove in rotelle. L’Olanda offre molte opportunità di turismo for all che sono indicate sul portale di Visit Holland.

Giulia Virgara

Nata nel 1991 a Milano, giovanissima fotografa e videomaker che con la sua sensibilità, il suo entusiasmo e la sua allegria riesce a ritrarre in maniera viva ogni viaggio. Ha frequentato l’Istituto Italiano di Fotografia e collabora e lavora con numerosi fotografi. La sua passione e specialità è “il ritratto”.
2018-05-09T20:44:07+00:00

About the Author:

Rotex
Fabrizio Marta aka Rotex è nato il 24 giugno ed abita a Villadossola (VB), è in carrozzina per una malattia ossea (osteogenesi imperfetta) ma è affetto da una patologia ancor più grave la “viaggite”, per questo motivo si definisce “viaggiatore rotante”

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